Sono stanca ma non mi fermo. Non posso.
Poi - forse - neanche voglio. In effetti non voglio.
Ho bisogno di arrivare fino in fondo, di crederci e sapere che posso abbattere quelle barriere che credevo troppo alte e scivolose per una come me. Una che sa quali sono i suoi limiti, una che si ascolta ma che spesso rischia di arrivare 'tardi', quando la caduta è ormai prossima, vicina, sempre di più, poi niente. E' fatta.
Sono stanca ma viva e già questo è un modo per alzarsi la mattina con l'idea che chissà.
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Ringrazio E. che mi ha dato lo spunto per QUESTO post che prosegue un percorso per me importante.
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Alle volte i cerchi si chiudono da soli, senza sforzi o costrizioni.
Apprendo oggi che è stato pubblicato sul ricco sito di Patrizio Pacioni un mio racconto intitolato 'Il tunnel'. E sto sorridendo adesso perché è quasi sempre così che accadono le cose migliori. Lo scrissi poco prima di rientrare a lavorare dopo aver partorito. Lo scrissi senza pretese, volevo far uscire quelle paure che sentivo crescere. Una parte della storia, il tunnel vero e proprio, l'ho sognato una notte. I simbolismi sono venuti da sé, ripeto senza pretese o accorgimenti particolari.
E l'aspetto ironico è che oggi ci sono ancora dentro, quel tunnel. Perché in effetti non ho scelto.
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- Ehi tu! Ti vuoi spostare? Non puoi stare qui, intralci gli altri!
Con la punta di una scarpa sta picchiettando la mia schiena, sento la forma quadrata e dura contro la spina dorsale e mi decido a muovermi.
- Ok… ok, stai calmo. Mi ero solo fermata un attimo a riposarmi. Chissà che danno!
L’ometto si pulisce gli occhiali con un lembo della maglia, prima di rispondermi. Fai pure con calma, tanto fretta di alzarmi non ne ho di certo.
- Il tunnel ha delle regola, bella. E se ancora non le hai imparate, almeno levati dalla strada. Non si bivacca ne si intralciano gli altri. Chiaro?
Non gli do altri pretesti per riprendermi, mi alzo barcollando, d’altra parte cosa ci posso fare? Sono ancora semi-addormentata e non mi aspettavo un risveglio del genere.
Il tunnel è molto buio in quel momento, ma poi, ripensandoci, quando mai l’ho visto illuminato?
La forma circolare delle pareti impedisce il famoso bivaccamento che mi è già stato contestato, altrimenti perché diavolo avrei dovuto sdraiarmi per terra? L’omino occhialuto si è mischiato agli altri senza che io me ne accorgessi.
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Il resto lo si rintraccia da questa pagina.
Ringrazio Patrizio, autore sensibile e attento.